Gianpaolo Antongirolami, nato nel 1964, ha studiato sassofono al Conservatorio di Fermo, prima con Enzo Veddovi e successivamente con Federico Mondelci diplomandosi con quest'ultimo nel 1987 con il massimo dei voti. Ha inoltre partecipato a corsi di perfezionamento tenuti da sassofonisti di chiara fama come Serge Bichon e, in particolare, Jean-Marie Londeix. Nel 1999 ha conseguito il diploma in musica elettronica presso il Conservatorio di Pesaro.
Svolge attività concertistica suonando in varie formazioni cameristiche, collaborando – anche in qualità di solista – con importanti orchestre quali I Pomeriggi Musicali di Milano, l'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, l'Orchestra Filarmonica Marchigiana, l'Orchestra Sinfonica di Grosseto, l'Orchestra Ukraina di Kiev, l'Orchestra Sinfonica di Foggia, l'Orchestra Fabriano Festival.
Attivo soprattutto nell'ambito della contemporanea, ha eseguito numerose prime esecuzioni assolute di brani spesso a lui dedicati. Nel suo repertorio sono presenti inoltre le opere dei più significativi compositori del XX e XXI secolo tra i quali Berio, Bryars, Cage, Donatoni, Eötvös, Gentilucci, Glass, Grisey, Lang, Manzoni, Nyman, Riley, Risset, Rzewski, Scelsi, Sciarrino, Stockhausen, Tenney, Torke, Vaggione, Xenakis, Zorn.
Sempre attento alle innovazioni e alla sperimentazione, dal 1995 ha focalizzato il suo interesse sulla musica elettroacustica attraverso una continua ricerca tesa allo sviluppo del repertorio e a costanti partecipazioni a festival e rassegne del settore come la Terra Fertile, il CIM, l'ISEA (International Symposium on Electronic Art) di Chicago e il Festival International des Musiques et Créations Electroniques "Synthèse" di Bourges (F).
Antongirolami è regolarmente invitato a tenere corsi di perfezionamento, masterclass e concerti presso prestigiosi enti ed istituti musicali europei quali la Musikhochschule di Freiburg (D), la Universität Mozarteum di Salzburg (A), la Keele University e la University of Edinburgh (UK).
Recentemente è stato invitato dall'associazione internazionale SaxAmE (Saxophone in America and Europe) ad essere incluso nel prossimo libro che raccoglierà le biografie dei più significativi saxofonisti degli ultimi 20 anni: Saxophone soloists and their music uscirà per i tipi della Indiana University Press.
Ha effettuato incisioni discografiche per Ars Publica, Edipan, KHO Multimedia Productions, Khepera, Rara Music WorX, SuonoSonda, Cemat Italia e registrazioni radiofoniche e televisive per la Rai.
Gianpaolo Antongirolami è da oltre 20 anni docente di sassofono presso vari conservatori di musica italiani: attualmente è titolare della cattedra di sassofono presso il Conservatorio di Perugia.

«(…) Nella giornata del festival intitolata Sax Machine il bravissimo solista Gianpaolo Antongirolami ha interpretato brani per il suo strumento (quasi tutta la famiglia dei sax) ed elettronica. Thema di Horacio Vaggione è un «brulicare» agitato di suoni nel dialogo tra il sax basso tutto «soffiato» e il flusso discontinuo delle macchine. Roberto Doati nel suo lavoro Il domestico di Edgar evoca Charlie Parker e la sua voglia di Varèse, fa cantare quasi straight il sax alto e poi lo vira verso il free, il tutto col supporto di suoni artificiali ricchi di varianti. Per Saxony di James Tenney il solista passa dal baritono al soprano al tenore al contralto e il gioco è di riprese di «motivi» tra strumenti e macchine. Da primo premio Kairós di Agostino Di Scipio. L'idea del continuum elettronico con «interferenze» del sax soprano si articola in magnifiche rarefazioni e spunti che ricordano l'improvvisazione totale» (M. Gamba, Il Manifesto, 19/11/2009)

“(…) Gianpaolo Antongirolami, dalla tecnica assolutamente straordinaria (…)” Francesca Odilia Bellino, All About Jazz

«(...) Dalla prima all'ultima nota, Antongirolami, che è stato chiamato dalla Musikhochshule ad insegnare come ospite in un corso a Freiburg, ha dimostrato di essere un maestro nella sua materia. Ha suonato con swing nella "Fantaisie-Impromptu" di André Jolivet, "motorico" nella "Scaramouche" di Darius Milhaud e con spirito nelle "Dances-Exotiques" di Jean Françaix: Antongirolami è stato altamente accurato sotto tutti gli aspetti espressivi ed interpretativi, curando la ricchezza timbrica del suo strumento (...); in nessun ambito espressivo ci sono stati problemi. Ma è in particolare con il brano a solo "Le frêne égaré" di Francois Rossè che Antongirolami ha prodotto il più largo spettro di colori dimostrando in maniera impressionante le qualità del sassofono nella Nuova-Musica. (...)» (J. Adam, Badische Zeitung, Freiburg 1993)